ROMA – «L’Inpgi punta a potenziare la propria strategia di comunicazione per migliorare l’informazione rivolta agli iscritti e agli stakeholder, e aumentare la consapevolezza verso quella “cultura della previdenza” che vuole essere un segno distintivo del lavoro di questa governance».
L’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani motiva, così, la procedura di manifestazione di interesse per «affidare il servizio di comunicazione e produzione di contenuti testuali, audiovisivi e grafici a supporto delle attività istituzionali dell’ente». Lo fa con un avviso pubblicato il 25 febbraio sulla piattaforma Maggioli che fissa la scadenza per la presentazione della manifestazione di interesse alle ore 13 del 12 marzo 2025.
L’avviso è rivolto agli “operatori economici”, in forma singola o associata, iscritti all’Ordine dei giornalisti da almeno 2 anni con requisiti di «capacità tecnica professionale che consistono in una pregressa e documentabile esperienza nel settore oggetto del presente avviso».
Il contratto avrà la durata di 18 mesi eventualmente prorogabile di ulteriori 18 mesi e «il valore economico stimato del servizio comprensivo degli eventuali 18 mesi di proroga, soggetto a ribasso in sede di presentazione dell’offerta, ammonta ad 85.000 euro, oltre oneri di legge, comprensivo di ogni onere e spesa di carattere tecnico o amministrativo o di qualsivoglia natura».
Se da un lato si può salutare positivamente la scelta dell’Inpgi di pubblicare un avviso pubblico per l’assegnazione dell’incarico, dall’altro non poco imbarazzo suscita la procedura di selezione, ovvero “l’affidamento diretto” dell’incarico che, appunto, «avverrà in ragione del criterio valutativo del miglior rapporto qualità/prezzo». In pratica, tenendo conto sì della “qualità del servizio”, ovviamente non affidata a una commissione ma a insindacabile giudizio dell’istituto, che si riserva la possibilità di «sospendere, modificare o annullare, in tutto o in parte, il procedimento avviato», ma soprattutto del «ribasso in sede di presentazione dell’offerta».
«Sebbene – scrive l’istituto – la normativa consenta l’affidamento diretto per importi inferiori a 140.000 euro, l’Inpgi ha deciso di avviare una procedura di consultazione per garantire la massima trasparenza ed efficacia nell’interesse degli iscritti e per garantire la massima partecipazione della categoria».
Peccato che la formula scelta dall’Inpgi per selezionare i giornalisti è quella della gara d’appalto utilizzata nei bandi per le pulizie o l’acquisto di mattoni, sacchi di cemento, rotoli di carta igienica o cartucce per stampanti. Peccato.
Testualmente si legge nell’avviso: «Secondo il disposto di cui all’art. 3 c comma 1 lett. d) dell’allegato I.1 del Codice degli Appalti si definisce “affidamento diretto” l’affidamento del contratto senza una procedura di gara, nel quale, anche nel caso di previo interpello di più operatori economici, la scelta è operata discrezionalmente dalla Stazione Appaltante o dall’ente concedente».
L’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani ha perso una grande occasione: quella di bandire un concorso pubblico (quelli che in tutte le sedi vengono reclamati a viva voce da sempre) per affidare l’ufficio comunicazione a un giornalista da assumere con regolare contratto di lavoro giornalistico, magari anche part-time e a termine considerato che l’Inpgi non è un quotidiano, o con contratto di collaborazione coordinata e continuativa considerato che «l’attività dell’appalto non si svolgerà prevalentemente presso la sede dell’istituto». Sarebbe stato un segnale importante nei confronti dei tanti giornalisti che versano i loro contributi alla Gestione Separata ma, salvo rare eccezioni, purtroppo spesso riescono a percepire pensioni inferiori alla soglia di povertà. (giornalistitalia.it)
PER PARTECIPARE:
L’avviso pubblico dell’Inpgi
La domanda di partecipazione in pdf
La domanda di partecipazione in word
Alcune risposte ai quesiti
L’accesso al Portale gare d’appalto Maggioli