È morto a Roma lo storico capo del Politico dell’Ansa e consigliere nazionale Figec Cisal

Addio Mario Nanni: il giornalismo perde un Maestro

Mario Nanni

ROMA – Mario Nanni ci ha lasciati. Aveva 78 anni e il cancro se lo è portato via prima di quanto lui stesso non potesse immaginare. Bastava guardarlo – l’ultima sua apparizione pubblica in Senato il 20 marzo scorso per la presentazione del suo ultimo libro sul Caso Becciu – per capire che non avrebbe avuto il tempo di ritirare il Premio alla carriera che la Giuria del Premio Mozia, presieduta da Gianni Letta, gli aveva assegnato per il 2025 e avrebbe dovuto ritirare il 21 giugno prossimo sull’incantevole isola dello Stagnone di Marsala.

L’ultima apparizione pubblica di Mario Nanni, il 20 marzo scorso nella Sala Zuccari del Senato, per la consegna del Premio Giornalisti Italia alla carriera. Nella foto: Santo Strati, Carlo Parisi, Mario Nanni, Pierluigi Roesler Franz e Pino Nano

Tredici giorni fa, nella prestigiosa cornice della Sala Zuccari del Senato, a Palazzo Giustiniani, gremitissima di amici e colleghi, il meritato riconoscimento ad un Grande del giornalismo italiano gliel’abbiamo, invece, consegnato noi assieme al sen. Maurizio Gasparri: Premio Giornalisti Italia alla carriera quale riconoscimento del valore altissimo del suo linguaggio e del suo modo di fare giornalismo.

Maurizio Gasparri e Mario Nanni

Questa la motivazione: «Grande cronista, giornalista parlamentare come pochi, testimone della Storia della Repubblica dallo scranno privilegiato dell’Agenzia Ansa, allievo prediletto di Sergio Lepri, maestro di altissimo profilo morale per gli studenti del suo Corso all’Università Lumsa di Roma, scrittore e saggista di grande impatto emozionale e mediatico, oggi direttore di Bee Magazine, promotore, fondatore e consigliere nazionale del sindacato dei giornalisti Figec Cisal, ha dedicato la sua vita al giornalismo e al mondo della comunicazione senza fronzoli, pregiudizi e condizionamenti di alcun genere. A lui il grazie di tutti noi». Con queste motivazioni Giornalisti Italia ha consegnato il Premio alla carriera «al Maestro Mario Nanni e alla sua Scuola di Giornalismo».
Quasi tre anni fa, il 28 luglio 2022, nella stessa sala “Sala Zuccari” del Senato, Mario Nanni  era  stato, assieme al segretario generale Carlo Parisi e al presidente Lorenzo Del Boca, tra i 63 promotori e fondatori della Figec Cisal, il nuovo sindacato dei giornalisti e degli operatori dell’informazione e della comunicazione che dopo 114 anni avevano messo fine al sindacato unico dei giornalisti spalancando le porte al pluralismo sindacale anche nella categoria che da sempre combatte il pensiero unico e si batte per il pluralismo delle idee e dei media.

Mario Nanni

«Quando il collega e amico Carlo Parisi – spiegava nell’intervista a Giornalisti Italia – mi accennò il progetto di una nuova Federazione della stampa, che comprendesse non solo giornalisti, ma anche operatori dell’informazione, della comunicazione, dell’arte, della cultura e di tutte le realtà editoriali, non ho avuto dubbi: ho dato la mia adesione… a spingermi ad aderire è stata in primo luogo una questione di principio: il principio del pluralismo. C’è in Italia il pluralismo politico, per nostra fortuna, perché non ci può essere il pluralismo sindacale?».
Con Mario Nanni se va un’icona del nostro mondo e un testimone attentissimo e severo della storia del Paese. Aveva un solo cruccio, quello di non aver dedicato forse il tempo giusto alla famiglia per via del suo lavoro all’Ansa, per ben 35 anni, che lo teneva impegnato anche dodici ore al giorno. Ma quella era la sua vita e credo sia morto felice di aver chiuso in bellezza il suo ultimo saggio sul processo Becciu. «Storia – sottolineava – di una ingiustizia negata ad un cardinale di Santa Romana Chiesa». Ma lui era fatto così, rincorreva le cause perse, e se ci credeva diventavano le sue cause personali.

i figli di Mario Nanni, Fabrizio e Francesca Romana con il marito Francesco Canino

Integerrimo, austero, quasi solenne nei suoi rapporti con gli altri, padre e nonno esemplare, non c’era giorno in cui non ci parlava dei figli Francesca e Fabrizio e dei suoi due nipotini. Trattava il cancro come se fosse un banalissimo incidente di percorso, non ne parlava mai, e quando lo costringevo a parlarne minimizzava ogni sintomo e ogni segnale di allarme. Ci mancherà profondamente la sua lezione quotidiana, ma ci mancherà anche la sua affabilità e la sua capacità di farti sembrare bravo come lui. Cosa assolutamente impensabile e impossibile.

Vincenzo Lombardo, Mario Nanni, Giulio Francese, Incoronata Boccia, Carlo Parisi e Pino Nano al Premio Mozia 2024

«Con Mario Nanni – afferma Carlo Parisi, direttore di Giornalisti Italia e segretario generale della Figec Cisal – non se ne va soltanto un grande maestro di giornalismo, ma soprattutto un amico sincero, un padre premuroso sempre pronto a insegnarci che il rispetto e la tolleranza per chi non la pensa come noi sono valori inderogabili delle persone perbene, come lo sono nella professione la ricerca della verità e il rispetto sostanziale dei fatti e, soprattutto, delle persone».

Santo Strati, Andrea Persili, Maurizio Gasparri, Mario Nanni e Carlo Parisi in occasione della consegna del Premio Giornalisti Italia alla carriera il 21 marzo scorso al Senato

«Profondo cordoglio e un forte e commosso abbraccio ai figli di Mario Nanni» vengono, quindi, espressi dal segretario generale della Figec Cisal, Carlo Parisi, dal presidente Lorenzo Del Boca, dal fiduciario di Roma e del Lazio, Pierluigi Roesler Franz, dalla Giunta Esecutiva, dal Consiglio Nazionale, dal Collegio dei Probiviri, dalla Conferenza dei Fiduciari provinciali e da tutti gli organismi nazionali e territoriali del sindacato Figec Cisal e dal segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro con tutta la Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori.
I funerali venerdì prossimo, 4 aprile, alle ore 10 a Trastevere, nella Chiesa di San Francesco a Ripa per l’ultimo saluto a un grande maestro del giornalismo italiano. Stai tranquillo Mario, prima o poi ci ritroveremo ancora. (giornalistitalia.it)

Pino Nano

CHI ERA MARIO NANNI

Salentino di Nardò, dove era nato il 9 settembre 1945, Mario Antonio Nanni viveva a Roma dal 1975, laureato in Filosofia, abilitato in Scienze umane e storia. Giornalista professionista iscritto all’Ordine del Lazio dal 26 novembre 1976, era giornalista parlamentare dal 1977. Ha seguito Commissioni d’inchiesta (Moro, P2, Sindona), Commissione Antimafia, Commissioni bicamerali per le riforme istituzionali.

Mario Nanni

Dal 2021 direttore editoriale di Bee Magazine, è stato capo della redazione politica e poi capo redattore centrale dell’agenzia di stampa Ansa. Ha seguito i più importanti avvenimenti della politica italiana durante un quarantennio. Ha scritto: “Lessico parlamentare’’, in AA.VV, “Dizionario della Comunicazione” (Le Monnier, 1995); “Il curioso giornalista. Come vestire le notizie’’ (Media&Books, 2018); “Il caso Moro, il passato che non passa’’, saggio-intervista in G. Giovannetti, ‘’Passi perduti’’ (Giappichelli, 2018); “Parlamento sotterraneo, Figure e scene di ieri e di oggi’’ (Rubbettino, 2020); “La Giostra della memoria” (Media&Books, 2021); “Il caso Becciu” (Mediabooks, 2024).
Mario Nanni si è occupato di problemi di scrittura, di tecnica giornalistica e di storia politica ed ha attività didattica in master universitari di giornalismo all3Università del Salento e alla Lumsa di Roma. Ha, inoltre, collaborato con “Nuova Antologia’’ e “La Gazzetta del Mezzogiorno’’ ed attualmente era direttore editoriale della rivista online di politica e cultura Beemagazine edita dal Gruppo The Skill. Socio promotore e fondatore della Figec Cisal era attualmente consigliere nazionale.
Un vero numero uno del mondo della comunicazione politica, che non ha perso il gusto della scrittura, e soprattutto alla ricerca continua – ci teneva sottolineare – di aggiornamenti che gli permettessero di non sentirsi vittima dei nuovi linguaggi digitali. (giornalistitalia.it)

Gasparri: “Un esempio per chi vuole fare il giornalista”

Apprendo con grande dolore della scomparsa di Mario Nanni, decano del giornalismo, esponente insigne della nostra professione.
Giovane parlamentare, lo ricordo al timone della redazione parlamentare dell’Ansa smistare tutte le nostre dichiarazioni con analogo rispetto verso gli esponenti politici già conosciuti ed esperti e noi che ci affacciavamo all’attività istituzionale.

Santo Strati, Maurizio Gasparri, Mario Nanni e Carlo Parisi il 20 marzo nella Sala Zuccari

Educato, colto, operoso, Mario Nanni rappresenta un insegnamento per tutti coloro che, soprattutto nell’ambito istituzionale, affrontano la difficile missione della professione giornalistica.
Nel dolore per questa notizia, mi resta il ricordo consolatorio di avere contribuito ad organizzare, il 20 marzo scorso, la presentazione alla Sala Zuccari del Senato del suo ultimo libro dedicato alla vicenda del Cardinale Becciu. Ancora una volta uno sforzo di analisi e di informazione che ci ha arricchito tutti, che ci ha sollecitato a riflettere e a prendere posizioni chiare. Non potevamo immaginare che quell’evento di pochi giorni fa fosse l’ultimo di una carriera luminosa di un professionista che non dimenticheremo mai e che il mondo del giornalismo dovrà adeguatamente onorare come esempio per chi oggi si avvia in questo percorso.

Maurizio Gasparri
Presidente dei senatori di Forza Italia

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Un commento

  1. Pierluigi Roesler Franz

    Anche per me è un dolore immenso. Oltre ad essere un caro Amico con la A maiuscola e un grande Collega con la C maiuscola, Mario si distaccava dagli altri perché era un signore d’altri tempi e una persona squisita sul piano umano. Per il giornalismo italiano è proprio una grande perdita! Riposa in pace, Mario!

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