Contributo di 500mila euro alle emittenti colpite dalla normativa sul passaggio al digitale

Regione Siciliana al fianco delle Tv in crisi

PALERMO – Un sostegno della Regione Siciliana alle emittenti televisive siciliane a rischio spegnimento. Lo ha deliberato il governo Musumeci per venire in soccorso delle emittenti colpite dalla recente normativa nazionale di riordino del sistema televisivo nell’ambito del passaggio al digitale terrestre di ultima generazione.

Nello Musumeci

La misura permetterà, attraverso un decreto dell’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, il proseguimento delle attività editoriali destinando da subito un fondo di 500mila euro che consentirà di erogare i contributi nei confronti delle tv siciliane che, pur partecipando all’ultimo bando del Ministero dello Sviluppo economico per la formazione delle graduatorie Fsma – Fornitori di servizi di media audiovisivi – non sono risultate destinatarie delle relative agevolazioni.
«In questi mesi – afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – anche con le altre Regioni, abbiamo duramente contestato la disposizione nazionale che rischia di far cessare le attività di molte emittenti dell’etere siciliano. Oltre alle pesanti ricadute occupazionali in un settore già particolarmente provato da anni di crisi, la legge di riordino rischia soprattutto di far cessare il racconto proveniente da vari territori, testimonianze importanti che per anni sono state raccolte da giornalisti e operatori appassionati».
«Abbiamo, così, deciso – sottolinea Musumeci – di venire in soccorso proprio di queste tv private penalizzate che potranno avere l’’pportunità di proseguire la produzione dei propri contenuti».
Il contributo regionale consentirà alle emittenti escluse dalla normativa nazionale, principalmente per mancanza di capacità trasmissiva, di strutturarsi e proseguire le trasmissioni anche mediante le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. La misura promossa dal governo regionale si sostiene attraverso il Fondo Sicilia che è gestito da Irfis. (giornalistitalia.it)

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